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RICETTARIO CUCINA POPOLARE

Altro che divise stellate e fine dining. Il futuro della cucina locale è sempre più pop. Lo documentano le migliaia di clic su YouTube, le centinaia di interazioni e le numerose condivisioni sui social e la curiosità registrata nelle 14 osterie e ristoranti della provincia di Chieti, coinvolti, da Gal Maiella Verde e Slow Food Lanciano, in un programma che punta alla riscoperta della cucina popolare frentana. Vincolate all’utilizzo esclusivo di prodotti agricoli di filiera corta e locale, freschi e di stagione; le strutture che aderiscono alla comunità convengono sulla necessità di utilizzare prodotti del territorio, con particolare attenzione alla selezione delle carni provenienti da allevamenti sostenibili e rispettosi del benessere animale. Tutti portano in tavola ricette della tradizione e le realizzano adoperando utensili e procedimenti antichi. Accanto ai piatti preparati secondo tradizione seguendo la stagionalità delle materie prime, ci sono poi filmati e videointerviste pubblicati sul canale YouTube di Cantina Popolare che hanno raggiunto in meno di anni oltre 68 mila visualizzazioni e un ricettario, che raccontano il meglio della cultura gastronomica del territorio teatino che da Lanciano guarda verso il primo entroterra fino alla
montagna madre e alle colline del Vastese, un’area che può contare su un patrimonio immateriale legato all’agricoltura. «E ecologica, non ammette sprechi, cammina di pari passo con le stagioni ed è basata
su una coerente logica di sostenibilità. Chi avrà pensato di incasellare la cucina tradizionale in una rubrica dal sapore antico o in una categoria del passato, resterà deluso – spiega il presidente del Gal Maiella Ver-
de Tiziano Teti -. La cucina popolare frentana è un racconto contemporaneo che attraverso il progetto stiamo facendo conoscere nei locali aderenti e in rete». Ma come recuperare, e soprattutto, diffondere e comunicare il valore che la cultura che la cucina popolare porta con sé? «Siamo partiti dalla ricetta per parlare di cibo. Abbiamo ritrovato, in quelle preparazioni e in certi rituali, il valore intrinseco della civiltà
agro-pastorale».